Carole Lombard non diventò una grande attrice quando imparò a controllare meglio le proprie emozioni. Diventò Carole Lombard quando un regista le fece capire che, almeno per la commedia, doveva fare esattamente il contrario: smettere di comportarsi come un'attrice.

All'inizio della sua carriera hollywoodiana, Lombard era soprattutto una presenza fisica. Bella, fotogenica, elegante, perfetta per l'obiettivo. Alla Paramount veniva impiegata in film che sfruttavano soprattutto il suo aspetto, mentre la sua personalità rimaneva in gran parte fuori dall'inquadratura. La stessa TCM osserva che i suoi film dei primi anni Trenta raramente le offrivano occasioni per mostrare quanto valesse davvero. Il problema non era l'assenza di talento, ma il fatto che Hollywood non avesse ancora trovato il modo giusto di usarlo.

Lombard aveva inoltre una personalità completamente diversa da quella che la sua recitazione lasciava intuire. Fuori dal set era famosa per essere irriverente, spontanea, sfrenata e dotata di un senso dell'umorismo molto fisico. Howard Hawks lo aveva capito. Quando la volle per Twentieth Century, nel 1934, insieme a John Barrymore, non cercava semplicemente una bella protagonista: cercava una donna capace di reggere il ritmo forsennato della commedia.

Il problema emerse immediatamente durante le prove.

Lombard cercava di recitare come pensava dovesse recitare una protagonista cinematografica. Era composta, controllata, quasi troppo consapevole del fatto di essere davanti alla macchina da presa. Barrymore, attore teatrale di enorme esperienza, si accorse che qualcosa non funzionava. Hawks raccontò che durante le prime prove il lavoro della Lombard appariva competente ma rigido, mentre lui sapeva che la donna che aveva visto fuori dal set era completamente diversa.

Così fece una cosa apparentemente assurda.

La prese da parte e le chiese quanto fosse pagata per quel film. Quando Lombard glielo disse, Hawks le spiegò, secondo il suo stesso racconto, che aveva già guadagnato il suo stipendio quella mattina e che non aveva più bisogno di "recitare". Voleva semplicemente che fosse se stessa.

Poi arrivò la famosa provocazione.

Hawks le chiese come avrebbe reagito nella vita reale se un uomo le avesse rivolto un'offesa particolarmente grave. Lombard rispose che lo avrebbe colpito nel punto più doloroso possibile. Hawks le disse, in sostanza: bene, Barrymore ha detto quella cosa. Perché non lo colpisci?

La leggenda vuole che Lombard tornasse sul set e cominciasse a scalciare Barrymore senza risparmiarsi. Hawks aveva preparato tre macchine da presa e lasciò che la scena esplodesse. Barrymore, anziché offendersi, capì immediatamente cosa stava succedendo. Alla fine della scena avrebbe esclamato che era stata magnifica.

Da quel momento apparve sullo schermo una Lombard completamente diversa.

Non era più la giovane attrice che cercava di dimostrare di saper recitare. Era una forza comica incontrollabile. Urlava, gesticolava, correva, cadeva, aggrediva fisicamente gli altri personaggi e non aveva alcun timore di apparire ridicola.

Ed è qui che si trova la vera chiave del suo metodo.

Lombard non considerava la propria bellezza un bene da proteggere a ogni costo. Al contrario, una volta scoperta la propria vocazione comica, era disposta a distruggerla momentaneamente per ottenere una risata. La comicità fisica diventò una delle sue armi principali e Twentieth Century rappresentò il punto di svolta. TCM definisce proprio quella interpretazione la rivelazione di una straordinaria predisposizione per la comicità fisica e per i personaggi tempestosi.

La cosa importante è che Hawks non le insegnò semplicemente una serie di gesti.

Le insegnò a fidarsi del proprio istinto.

Questo cambiò anche il rapporto tra Lombard, il copione e i suoi partner. Hawks lasciava infatti a lei e Barrymore una notevole libertà durante le riprese. In seguito spiegò che, quando aveva davanti due interpreti di quel livello, attenersi rigidamente alle battute gli sembrava assurdo: se Barrymore partiva, Lombard gli rispondeva; se la situazione prendeva una direzione migliore di quella prevista, la scena poteva seguirla.

Non significa che Lombard improvvisasse tutto.

Al contrario, Twentieth Century richiedeva un controllo tecnico enorme. Hawks stava sperimentando il dialogo rapidissimo e sovrapposto che sarebbe diventato uno degli elementi fondamentali della screwball comedy. Gli attori dovevano imparare a parlare velocemente, ascoltarsi, non schiacciare le battute dell'altro e contemporaneamente mantenere la chiarezza necessaria perché il pubblico comprendesse la scena.

Era dunque spontaneità costruita con estrema precisione.

Questo è forse il punto più interessante dell'approccio della Lombard. L'apparente caos delle sue interpretazioni nascondeva una notevole consapevolezza tecnica. Una testimonianza pubblicata da Modern Screen nel 1940, riportata da The Screwball Girl, ricorda il direttore della fotografia Harry Stradling definirla una vera "delizia" per un cameraman proprio perché conosceva illuminazione, angolazioni e macchina da presa molto bene.

Non è sorprendente.

Una donna che aveva trascorso gli inizi della carriera preoccupandosi continuamente di come appariva davanti all'obiettivo aveva imparato il linguaggio cinematografico dall'interno. La differenza era che, una volta diventata sicura di quel linguaggio, poteva permettersi di usarlo contro la propria immagine.

Poteva sporcarsi.

Poteva urlare.

Poteva cadere.

Poteva sembrare stupida.

Poteva distruggere in cinque secondi l'eleganza che Hollywood aveva impiegato anni a costruirle.

E proprio lì diventava interessante.

La sua grandezza non consisteva dunque nell'assenza di vanità, come suggerisce una lettura troppo semplice. Consisteva nella capacità professionale di sapere quando la vanità doveva essere messa da parte.

In Twentieth Century, quella scoperta avvenne attraverso Hawks e Barrymore. Ma Lombard la fece propria. Prima di altri film avrebbe persino mandato a Hawks un telegramma scherzoso annunciando: "I'm going to kick him!" Era diventato il suo modo di ricordare al regista, e forse soprattutto a se stessa, che non sarebbe tornata alla vecchia Lombard.

Barrymore, dal canto suo, finì per diventare uno dei suoi più convinti ammiratori. Al termine delle riprese le regalò una fotografia con una dedica in cui la definiva la migliore attrice con cui avesse mai lavorato. Nel 1937, ormai diventata una star, Lombard avrebbe anche insistito perché Barrymore ottenesse un ruolo nel suo True Confession.

La lezione di Carole Lombard è quindi molto meno banale della storia del famoso calcio.

Non imparò semplicemente a essere più naturale.

Imparò che la naturalezza, davanti a una macchina da presa, può essere il risultato di una tecnica estremamente sofisticata: conoscere il proprio corpo, il ritmo, l'inquadratura, la luce, il partner, il testo e soprattutto il momento esatto in cui bisogna smettere di controllare tutto.

Hollywood le aveva insegnato a essere bella davanti alla macchina da presa.

Howard Hawks le insegnò qualcosa di molto più utile: non avere paura di essere ridicola davanti alla macchina da presa.

Ed è probabilmente per questo che, quasi novant'anni dopo, Carole Lombard continua a sembrare così sorprendentemente viva.

Cesio Endrizzi