Il grande cinema, quando si incarna in un sodalizio come quello tra Billy Wilder, Jack Lemmon e Walter Matthau, smette di essere un semplice intrattenimento per diventare un laboratorio di alchimia umana e artistica. Wilder, il regista che ha saputo trasformare il cinismo in poesia e il dramma in commedia, trovò nei due attori i suoi interpreti perfetti, e insieme costruirono un'architettura di rapporti che ha segnato la storia del cinema. Il rapporto tra i tre, come un fiume carsico che scorre sotto la superficie della cronaca, si fondava su una dinamica di contrasti e di complementarità che Wilder seppe sfruttare con la maestria di un alchimista.
La prima scintilla tra Wilder e Lemmon scoccò sul set di "A qualcuno piace caldo" e di "L'appartamento", due film che, come un pendolo, oscillavano tra la commedia e il dramma, e che consolidarono un'intesa che sarebbe durata per sette film . Lemmon, con il suo perfezionismo ansioso, incarnava l'uomo comune di metà secolo, un nevrotico iperattivo che Wilder seppe incanalare con la precisione di un orologiaio, mentre Matthau, con la sua pigrizia calcolata e il suo cinismo, rappresentava il contraltare perfetto, un burbero che, come ha osservato un critico, sembrava sempre pronto a chiamare il suo allibratore . Il regista, che aveva vietato l'improvvisazione, trovò in Lemmon un esecutore fedele e in Matthau un interprete che, nel rispetto del copione, riusciva a infondere ai suoi personaggi una dimensione di umorismo sottile e di umanità che ha del miracoloso.
Fuori dal set, i tre rimasero amici intimi per decenni, uniti dalla passione comune per le carte e dal gusto per l'umorismo che, come un fiume in piena, ha segnato le loro vite e le loro carriere . Wilder, che non si limitò a dirigere Lemmon e Matthau, plasmò le loro personalità cinematografiche e creò un sodalizio che avrebbe segnato il resto delle loro carriere, dimostrando che il vero genio, come ha scritto un critico, non è solo quello di chi scrive e dirige, ma anche di chi sa scegliere gli attori e di chi sa creare le condizioni per la loro alchimia . La storia del cinema, in fondo, è anche la storia di queste amicizie, e quella tra Wilder, Lemmon e Matthau resta una delle più belle e durature, un esempio di come l'arte possa nascere dal contrasto e dalla complementarità, e di come il genio, come un fiume carsico, possa scorrere sotto la superficie delle apparenze.
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