Apparentemente ispirato e edificante, The Blind Side ha
conquistato il pubblico con la storia di un adolescente nero
svantaggiato accolto da una famiglia bianca benestante. Sandra
Bullock vinse l’Oscar per il suo ruolo, e il film è diventato un
classico dei “feel-good movie”. Ma la verità dietro la storia
raccontata è molto più complessa, e rivela una realtà controversa,
cinica e persino legale.
Il film narra la storia di Michael Oher,
giovane ragazzo proveniente da un contesto familiare difficile, e
della famiglia Tuohy, che lo accoglie nella propria casa e lo aiuta a
realizzare il suo potenziale diventando un giocatore di football
professionista. La narrazione enfatizza l’altruismo della famiglia
e la forza del ragazzo, trasformandoli in simboli di benevolenza e
successo.
Il pubblico è portato a credere a una favola moderna: un ragazzo
svantaggiato salvato da persone generose, un lieto fine garantito dal
cuore aperto dei benefattori. Ma la realtà dei fatti è molto
diversa.
Michael Oher, che esiste realmente, non è mai stato
adottato dai Tuohy. La famiglia ha esercitato una forma di tutela
legale che ha dato loro il controllo su alcune decisioni economiche
di Oher. Nel 2023, Oher ha intentato una causa contro i Tuohy,
sostenendo di essere stato ingannato e di aver firmato documenti che
li designavano come suoi tutori, quando era ancora minorenne, senza
comprendere appieno le implicazioni legali.
Questo dettaglio cambia radicalmente la percezione della storia:
la generosità della famiglia, così come presentata nel film,
diventa meno eroica e più strumentale, legata a
vantaggi legali e finanziari. Il film non racconta la complessità
della vita reale di Oher, né le dinamiche di potere e controllo
economico che hanno segnato la sua vita.
The Blind Side è
emblematico di un fenomeno diffuso: molti film “basati su una
storia vera” semplificano, edulcorano e trasformano eventi
complessi in narrazioni emotivamente soddisfacenti. Il pubblico esce
dalla sala con una sensazione di calore e ispirazione, ignaro che
dietro le quinte ci siano spesso ingiustizie, manipolazioni e
disuguaglianze reali.
In questo caso, il film ha generato centinaia di milioni di
dollari di profitto, mentre Oher non ha beneficiato dei guadagni
derivanti dal racconto della sua vita. La storia edificante diventa
così uno strumento di arricchimento per altri, mentre il vero
protagonista resta in una posizione svantaggiata rispetto al mito
costruito sul suo vissuto.
The Blind Side è un film che
“fa stare bene” perché semplifica la realtà e trasforma
situazioni complesse in favole morali. Ma guardando oltre la
pellicola, emerge un quadro molto diverso: una vicenda di inganno,
potere legale e appropriazione economica. Questo esempio invita il
pubblico a riflettere criticamente sui film ispirati a storie vere e
sulla differenza tra narrazione emotivamente coinvolgente e realtà
dei fatti.
Il mito del lieto fine cinematografico può offrire conforto, ma spesso serve solo a mascherare la complessità, le ingiustizie e le sfumature della vita reale.
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